Altre storie dalla bottega
Collaborazioni, progetti e racconti di chi continua una tradizione lunga quasi due secoli.
Spedizione Gratuita per ordini superiori a €100
Dalla maschera di Silvio Fiorillo al Pulcinella demoniaco del presepe: storia di una figura ambivalente che da quattro secoli racconta l'anima di Napoli
Da quattro secoli la stessa figura attraversa la cultura partenopea senza mai perdere riconoscibilità: camicione bianco, mezza maschera nera, naso adunco, voce stridula. Passa dai palchi della commedia dell'arte al teatro dei burattini, dalle scene del presepe napoletano del Settecento al balletto di Stravinskij con costumi di Picasso. Eppure dietro la maschera di Pulcinella napoletano si nasconde un personaggio molto meno univoco di quanto sembri. È servo astuto e plebeo ingenuo, è simbolo di Napoli e maschera teatrale codificata, è figura comica della commedia dell'arte e presenza demoniaca nel presepe.
In questo articolo proviamo a ricostruire i passaggi storici documentati che hanno dato forma alla maschera e a distinguerli dalle leggende cresciute attorno. Capire questa ambivalenza è il modo migliore per leggere Pulcinella anche quando lo si incontra come pastore tra le figure del presepe.
Le origini di Pulcinella sono incerte. Una delle ipotesi più diffuse, segnalata anche dalla Treccani, lo collega a Maccus, personaggio delle fabulae atellanae, farse popolari di origine osca diffuse nella Campania antica. La continuità però non è dimostrata: gli attori della commedia dell'arte attingevano da tradizioni diverse mescolandone i tratti, e parlare di linea diretta tra Maccus e Pulcinella è un atto di fiducia, non di filologia.
La paternità documentata della maschera moderna è attribuita a Silvio Fiorillo, attore capuano attivo nei primi decenni del Seicento. Secondo la tradizione, Fiorillo si ispirò a Puccio d'Aniello, contadino di Acerra che si unì come buffone a una compagnia di girovaghi di passaggio nel suo paese. Per questo Acerra è considerata patria simbolica del Pulcinella napoletano, anche se Fiorillo non era acerrano. Il Pulcinella di Fiorillo era diverso da quello attuale: cappello bicorno, barba e baffi.
Il costume moderno nasce nell'Ottocento al Teatro San Carlino di Napoli, quando nel 1852 la maschera passa da Salvatore Petito al figlio Antonio. Antonio Petito, "il re dei Pulcinella", rivoluziona il personaggio trasformandolo da villano ingenuo in servitore astuto, malinconico, capace di parlare anche al pubblico borghese. È Petito a fissare il coppolone a pan di zucchero e il camiciotto bianco che riconosciamo ancora oggi. Muore in scena al San Carlino il 24 marzo 1876, durante una rappresentazione.
Nel frattempo la maschera era già europea: in Francia diventa Polichinelle, in Inghilterra Punch del teatro Punch and Judy, in Germania Hanswurst, in Russia Petrushka. Il riconoscimento culturalmente più alto arriva nel 1920, quando Igor Stravinskij compone il balletto Pulcinella per i Ballets Russes di Diaghilev, con scene e costumi di Pablo Picasso, in scena all'Opéra di Parigi.
Nel presepe napoletano Pulcinella ha un ruolo che spiazza chi conosce solo la versione teatrale. Secondo la tradizione presepiale partenopea, è una figura demoniaca: lugubre, drammatica, contrapposta alla nascita divina, segno del lato oscuro dell'animo popolare. Una delle leggende più diffuse lo fa nascere alle pendici del Vesuvio per opera di streghe, in un luogo considerato di passaggio tra il mondo dei vivi e quello dei morti.
A confermare la lettura demoniaca concorrono i dettagli iconografici: il coppolone biforcuto che richiama le corna, il capo rasato e bernoccolato, la mezza maschera nera. È un Pulcinella opposto a quello comico, vicino piuttosto alle anime pezzentelle e alle altre presenze del soprannaturale che abitano il presepe.
Da Silvio Fiorillo al San Carlino, dal balletto di Stravinskij al presepe del Settecento, Pulcinella napoletano resta una delle poche figure capaci di tenere insieme registri opposti: comico e tragico, popolare e colto, sacro e demoniaco. Per questo non si è mai ridotto a icona turistica e continua a essere riletto, in ogni generazione, con chiavi diverse.
Nella nostra bottega modelliamo Pulcinella nelle versioni della scuola presepiale del Settecento napoletano, sia nella figura plebea sia in quella più rara che entra nel presepe come presenza demoniaca. Ogni statuina nasce da una scelta iconografica precisa, non da un'estetica generica della maschera: è il modo in cui continuiamo a raccontare questa figura restando fedeli alla sua doppia natura.
Collaborazioni, progetti e racconti di chi continua una tradizione lunga quasi due secoli.
UN PEZZO DI NAPOLI PER TE.
Dal 1840 modelliamo e dipingiamo a mano ogni pezzo. Scegli da dove cominciare.
Iscriviti alla newsletter e ricevi subito il tuo codice sconto di benvenuto.
3–5 giorni lavorativi in tutta Italia, tracking incluso
Modellato e dipinto a Napoli, pezzo per pezzo
Visa, Mastercard, PayPal, Klarna